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Benvenuto su torredipisa.it, la sezione
dedicata alla storia e alla cultura
dell'antica Repubblica Marinara. |

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Un'epigrafe
latina a sinistra della porta principale del Camposanto, ci
dice quando questo fu iniziato, nell'anno 1278 per merito di
"Johanne, magistro edificante"architetto del tempo, che
noi conosciamo come Giovanni di Simone costruttore del Camposanto
Monumentale. |
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Intorno al Duomo esisteva già un luogo di seppellimento; le iscrizioni
sepolcrali confermano l'esistenza di questo primitivo e provvisorio
Cimitero. Secondo il più grande storico
dell'arte rinascimentale, Giorgio Vasari, il Cimitero
Pisano
fu terminato nel 1283, ma questa notizia si è rivelata
priva di fondamento. Intorno a quel periodo infatti i lavori
vennero sospesi a causa della guerra contro Genova e per la
disfatta della Meloria.
Nel 1358 le fondamenta
della parte nord, non erano ancora scavate, soltanto la parete sud era
completata con marmi e lesene sostenenti gli archi ciechi romanici. Il
Tabernacolo gotico posto all'esterno sopra la porta principale, fu
attribuito in un primo tempo a Giovanni Pisano;
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la Cattedrale
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il Battistero
• Nel Camposanto:
il ciclo degli affreschi, il Trionfo della Morte,
il Giudizio Universale
• Foto del Camposanto |

Il Braccio settentrionale del
loggiato del Camposanto Monumentale |
ma fu
piuttosto un suo tardo seguace, forse Cellino di Nese, ad eseguire l'opera,
una"Madonna col Bambino e Santi" nella seconda metà
del XIV secolo. Una leggenda pisana racconta che
l'arcivescovo Ubaldo Lanfranchi, comandante delle flotte
armate pisane, da una delle molte crociate
portasse dalla Palestina, navi cariche di terra santa del
Golgota destinate al Cimitero di Pisa. L'interno del
Cimitero è formato da quattro grandi corridoi. La pianta
non è perfettamente regolare, ma l'occhio non percepisce
tale irregolarità. Le agili colonnette delle quadrifore
furono aggiunte a più riprese iniziando con Lupo di Gante
nel XIV secolo. |
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Nella
seconda metà del XIV secolo furono intrapresi i
grandi affreschi murali all'interno del Cimitero,
molto danneggiati durante l'ultima guerra, che furono
terminati un secolo dopo da Benozzo Gozzoli. Il
"Trionfo della Morte" è una raffigurazione
a carattere religioso ed è il più famoso affresco
del Cimitero. Fu eseguito tra il 1360 e il 1380, da un
maestro che è rimasto sconosciuto, anche se non
mancano varie attribuzioni. Taluni credono che il
grandioso dipinto sia stato eseguito dopo la peste del
1348. Nell'affresco il concetto della morte è
espresso in tutta la sua drammaticità: un richiamo
pressante alla realtà della vita che può essere
troncata a qualsiasi età, in qualsiasi momento, in
ogni condizione sociale; da notare in alto,
sulla destra, la lotta tra gli angeli e i demoni per
la disputa della anime. Nell'altro mirabile affresco
che è "Il Giudizio Universale" dove al
centro racchiusi in una mandorla stanno a destra il
Cristo e a sinistra la Vergine, con a sinistra gli
eletti e a destra i dannati, trovano la tragedia di
quest'ultimi nel compimento dell'Inferno. Il ciclo del
trionfo della morte termina così l'apocalittica
visione dell'Inferno. Questo affresco fu restaurato
nel 1378 dal pittore Pietro da Pisa, da Turino Vanni
nel 1462 e nel 1530 dal pittore Sollazzino. |
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Non
dimentichiamo anche il ciclo di affreschi delle
"Storie di S. Ranieri" affrescate nella
parte del braccio meridionale del Camposanto,
interamente opera del fiorentino Andrea Bonaiuti, che
le eseguì attorno al 1377, nella parte superiore, e
da Antonio Veneziano nella parte inferiore tra il 1384
e il 1388.Attraverso i secoli molti antichi sarcofagi
sono stati collocati all'interno del Cimitero, oltre
più di seicento tombe delle corporazioni medioevali.
Soltanto alla fine del XVIII secolo furono interrotte
le sepolture in Cimitero. Ma i figli più grandi della
città, i più meritevoli, gli scienziati più
eminenti dell'Università di Pisa sono ancora sepolti
all'ombra di quattro cipressi sempre verdi nel
chiostro del Cimitero. |

La porta di destra, alla
quale si accede al Camposanto Monumentale |
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